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Tupac
Amaru Shakur…le parole possono non bastare, o comunque possono non essere
abbastanza utili per far capire al lettore lo spirito di 2Pac, assimilabile
soltanto leggendo e studiando la sua lirica, comprendendone il significato
profondo dei suoi testi, ispirati da povertà, miseria, violenza, paranoia,
tristezza, amore, fede in Dio e una profonda paura della morte.
Certamente
possiamo dire che 2Pac era un rapper, un attore, una attivista, un politico,
un rivoluzionario, un leader nato, un simbolo, un profeta, un icona e
potremmo continuare con altri sostantivi forse anche all’infinito.Ma in
questa sezione del sito prenderò come soggetto la sua personalità
artistica di rapper.
Sin
dai tempi della scuola Tupac mostrò di avere qualità artistiche non
indifferenti come scrittore di poesie e poemi, come ballerino e come attore.
Ma allo stesso tempo la povertà lo affliggeva e un forte bisogno di denaro
lo costrinse a vendere droga e a partecipare alla vita criminale affiliata
alle gang mafiose. Certamente questa vita non gli piaceva, voleva aiutare
economicamente la madre, una donna sola, e rendersi indipendente, ma non era
affatto facile vivere nel ghetto dove, ovunque si posa il tuo sguardo vede
solo violenza, povertà, miseria, droga e attività illegali e mafiose che
portano dietro di loro morte e sangue. Una tristezza indescrivibile e una
paura di non farcela ti affliggono l’anima e ti rendono di ghiaccio. Non
era facile per Tupac crescere senza una figura paterna e con una madre che
si fa di crack, non era facile per lui e non è facile per nessun bambino.
Così
l’idea di unire una poesia ad un beat non si fece attendere, era una via
di uscita, una via difficile, ma di certo una via per cambiare la sua vita,
una via per uscire dal crimine, una via pulita per fare denaro…ed eccolo
in 2Pacalypse Now, un album che racconta la sua storia, la vita che ogni
ragazzo nero vive nel ghetto, una vita di miseria a contatto giorno dopo
giorno con la violenza, con la paura, con la droga, con il conflitto con la
polizia, con la prostituzione, con la morte con gli abusi sessuali ma anche
con dei forti valori come l’amore per la famiglia, le forti amicizie che
descrive in “If My Homie Calls”, la ricerca di un Dio che migliori le
cose e che lo aiuti a passare un altro giorno, un altro inferno! Ed è
proprio così che nascono canzoni come “Brenda’s Got A Baby” una
ragazza tradita da un ragazzo di cui lei era innamorata, che abusa di lei e
la abbandona incinta, una ragazzina sola contro il mondo che vive il terrore
dell’aborto, del dolore e della vergogna; o liriche come “Trapped” e
“Soulja’s Story” che accusano la polizia di razzismo e corruzione che
costringono un giovane nero a scappare, a essere violento nel terrore di
essere picchiato se non ucciso a volte senza motivo, possiamo ricordare
Rodney King per questo. Così 2Pacalypse Now è una raccolta di storie
tragiche, di una società devastata della quale a nessuno importa
migliorare, una raccolta di violenza che Tupac esprime con rime veloci e
intuitive che ti colpiscono e ti inducono a riflettere sulla realtà del
mondo provocandoti rabbia se vivi nelle stesse condizioni o malinconia se
solo puoi immaginarle. Testi complessi con liriche che variano tra il Funk e
il Rap che cadono anche leggermente nello stile Old School.
2pac
aveva solo 20 anni e il suo primo album è uno sfogo della sua rabbia e
della voglia di emergere e perché no di poter cambiare le cose oltre che la
sua vita.
Il
suo secondo album “Strictly 4 My Niggaz” va platino in men che non si
dica e 2Pac è ormai un simbolo nelle comunità Hip Hop e una stella
affermata nel Gangsta-Rap. Questo suo secondo è già un passo più in alto,
le tematiche diventano più efficaci e le metriche più elaborate che
iniziano a sfociare nel suo vero e proprio stile lirico infuse sempre da un
sentimentalismo nato dal malessere e da storie reali che affliggono le
comunità nere, la lotte giornaliere e la miseria, ecco la bellissima
“Keep Ya Head Up” nella quale Pac spezza una lancia in favore delle
donne di colore e della vita difficile che devono vivere nel ghetto cercando
di crescere i loro figli con poco e spesso da sole, e “Papa’z Song”
dove si percepisce la tristezza nel suo animo per il fatto di non aver mai
conosciuto suo padre e di aver trovato in spacciatori, gangster e magnacci
delle figure maschili se non proprio paterne.
Nonostante
la sua vita da rapper e attore ormai affermata 2Pac non riesce a star
lontano dai guai con la legge a causa del suo carattere troppo impulsivo,
infatti in lui vivevano due 2Pac, due personalità: una più impulsiva e
rabbiosa che finiva in atti di violenza e di ira, sicuramente dovuta alla
difficile vita vissuta nel ghetto; e l’altra più sentimentale, sensibile
che lo faceva pensare e rattristare riguardo le ingiustizie che vedeva e
viveva e per le quali nessuno muoveva dito per cambiarle.
È
così che 2pac aggredisce un regista, spara a due poliziotti e scrive
liriche aggressive di violenza e di mafia legate sempre ad un
sentimentalismo che sfocia nell’amore per il prossimo, nell’amicizia e
nella voglia di cambiare la società per migliorarla, assicurandosi che
nessuno viva più ciò che lui ha vissuto, il tutto intrecciato ad un
pessimismo e alla speranza, ecco come era Tupac fino al 30 Novembre, il
giorno del suo attentato a Times Square. Un giorno che segna la sua storia,
segna indelebilmente la sua vita, cambia il suo modo di vedere le cose, gli
toglie la sua sicurezza, lo rende paranoico fino all’estremo e gli dona la
sua massima liricità e maturità artistica.
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